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October 20 Perchè le galline attraversano la stradaPerché le galline attraversano la strada? Maestra d’asilo: "Per andare dall’altra parte" Platone: "Per raggiungere un bene più grande" Aristotele: "é nella natura delle galline attraversare la strada" Karl Marx: "Era inevitabile dal punto di vista storico" Richard Nixon: "La gallina non ha attraversato la strada. Lo ripeto, la gallina non ha attraversato la strada" Capitano Kirk: "Per andare dove nessuna gallina è mai andata prima" Martin Luther King: "Io prevedo un mondo dove tutte le galline saranno libere di attraversare ogni strada senza avere nessun motivo" October 12 ..L'amicizia..E' l'amico e'
Questo intervento è dedicato a delle persone che nn sanno più cos'è la vera amicizia..persone che nn apprezzano nnt di quello che fai x loro e si incazzano quando invece dovrebbero ringraziarti..Spero tanto che capiscano anche se non ci spero +..xk come l'amore,anche alcune amicizie finiscono.. October 08 La terribile verità *__*Nell'arco dell'intera mattinata i comportamenti, la soglia d'attenzione > > e i riflessi variano a seconda dell'ora in cui i ragazzi si trovano a > > subire la lezione. > > > > Stati d'animo incredibilmente divergenti fra loro si alternano durante > > le 5/6 ore di scuola nell'animo dello studente. La sua condizione è per > > certi versi accomunabile a forme di squilibrio isterico che colpiscono > > i carcerati. > > > > > > 1a ORA > > Dopo circa dieci minuti passati in stato di reale attenzione, grazie > > forse alle simpatiche e gradevoli brezze invernali che gli hanno > > sciabolato la faccia durante il tragitto a piedi, in bici o in > > motorino, lo studente viene all'improvviso colpito da una botta di > > sonno micidiale. Una vera e propria clavata sulla nuca inizia a fargli > > ciondolare paurosamente il capo. Gli occhi prendono a chiudersi senza > > più rispondere ai dettami del cervello. Le parole dell'insegnante si > > fanno sorde, lontane, confuse. Dolci allucinazioni fanno apparire la > > cattedra come un materasso, e il professore sorridente saluta in > > pigiama e cuffietta da notte. Chi sta prendendo appunti non riesce più > > a controllare mano e braccio, che scivolano da soli verso scritture in > > stile “encefalogramma piatto”. Non c'è niente da fare: è la catalessi. > > Il giovane, ormai in stato di morte apparente, lotta con se stesso, > > invano. Chi si trova in posizioni defilate e “coperte” decide di > > appoggiare la testa sul banco o, più dignitosamente, riesce a > > raggiungere un equilibrio quasi stabile perennemente in bilico fra > > sonno e veglia. > > > > > > I poveri tapini in vista, invece, con l'esperienza imparano a dormire > > a occhi aperti. Alcuni riescono anche ad annuire quasi a tono. Danni > > psichici permanenti mineranno la loro maturità. > > > > > > N.B.: > > Tutti coloro che hanno affrontato il tragitto casa-scuola in autobus, > > pullman o treno, alzandosi a spaventosi orari antelucani, non conoscono > > momenti di veglia. Hanno appreso a vestirsi, a fare lo zaino e ad > > abbandonare la loro abitazione durante il letargo. Sono sonnambuli > > efficienti. Si svegliano alla 2° ora. > > > > > > > > 2a ORA > > Molti si destano, altri no. C'è chi inizia a trovare la forza di > > ridere e scherzare col vicino. Qualche pazzo secchione insopportabile, > > effettivamente nel pieno delle proprie facoltà, si dimostra attento e > > magari pone domande all'insegnante. Vade retro, Satana ! > > > > > > > > 3a ORA > > Il calo degli zuccheri inizia a farsi sentire. Sotto il banco comincia > > la silenziosa e furtiva divisione dei pani e dei pesci. Tozzi di > > schiacciate e brioche saltano nelle bocche degli studenti, che per non > > farsi vedere dal professore si mettono a masticare con lentezza > > estenuante. Lo sventurato che proprio durante queste faticose > > ingestioni venga interpellato dall'insegnante è costretto a deglutire > > giganteschi e acuminati boli alimentari. Lacrime di dolore gli spuntano > > dagli occhi arrossati. Poco prima del suono della campanella che > > segnala la ricreazione, alcune ragazze chiedono misteriosamente di > > uscire. Meta: il cesso, luogo in cui truccarsi con calma per apparire > > più belle davanti all'intera platea maschile, o al playboy della classe > > attigua. > > > > > > > > 4a ORA > > Dopo la ricreazione, i giovani reclusi, ormai immersi nei concetti di > > “pausa” e “relax”, si mettono a organizzare tornei ludici. Carte, > > battaglie navali, tris e forza 4 i giochi più gettonati. Affiorano i > > primi chiari segni di stanchezza. > > > > > > > > 5a ORA > > La stanchezza diventa devastazione. Col capo reclinato e due lontre > > putrefatte sotto le ascelle, lo studente si dedica a un'unica attività: > > fare lo zaino. Lentamente, precisamente, inesorabilmente. Il suono > > della campanella, agognato durante la precedente mezz'ora con ripetute > > e nevrotiche occhiate all'orologio, viene accolto come lo sparo di uno > > starter. La classe si dilegua in poche frazioni di secondo. A nulla > > vale la solita, cretina richiesta dell'insegnante: 'Fatemi almeno > > finire la frase!”. > > > > > > P.S.1: Esiste anche la 6a ora. Parrebbe ultramortale, ma non è così. > > La riduzione delle ore precedenti a 45/50 minuti fa sì che venga > > alterato ogni equilibrio biologico. La giornata sembra a volte essere > > più veloce. I professori, oppressi dai pochi minuti a disposizione, > > diventano quasi umani: dichiarano di non aver abbastanza tempo per > > interrogare e dunque, vabbé, per quel giorno si limiteranno ad andare > > avanti col programma. |
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